La leggenda della Vera Croce

9 Giugno 2009 lisaidi

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“Adamo morì e venne  seppellito con un seme nella bocca e quel seme germogliò, divenne un grande albero, ci fecero una croce e in quella croce Gesù Cristo sanguinò” (Lorenzo Cherubini – Penelope)

La leggenda della Vera Croce è una storia affascinante che Piero della Francesca ha dipinto ad Arezzo, nella chiesa di San Francesco, nella cappella di famiglia dei Bacci, ricchi mercanti di Arezzo. La cappella è una meraviglia che merita di essere vista e ammirata.

La storia comincia con la morte di Adamo:  quando il progenitore si ammalò, il figlio Seth andò a bussare alle porte del Paradiso per chiedere l’olio del legno della misericordia per guarire il padre. Ottenne invece un ramo, che una volta avesse fruttato lo avrebbe guarito, ma tornato da Adamo lo trovò già morto e pianto il ramo sulla tomba del padre (o il seme nella bocca, esistono diverse versioni della stessa storia). L’albero in effetti crebbe e divenne bellissimo, tanto che il re Salomone lo tagliò per usarne il legno nel suo palazzo. Gli artigiani non riuscirono però in alcun modo ad utilizzare il legno, finchè la regina di Saba, facendo visita a Salomone, lo vide e lo adorò spiegando al re che al tronco sarebbe stato appeso un uomo che avrebbe segnato la fine del regno dei giudei. Salomone fece sotterrare il tronco, che emerse quando si avvicinava la passione di Gesù e che venne appunto utilizzato per la costruzione della croce.

Più di due secoli dopo l’imperatore Costantino vide in sogno un angelo che gli mostrava una croce che riportava la scritta “con questo segno vincerai”. Lo utilizzò sull’armatura e vinse la battaglia, e una volta capito che si trattava di un simbolo cristiano, sua madre, Sant’Elena, cominciò la ricerca della Croce. Scavando nel Golgota ne trovarono tre, e per identificare quale fosse la croce giusta la avvicinarono ad un moribondo che guarì. Comincia così la storia di una delle reliquie più famose e diffuse (si dice che con tutti i pezzettini di legno conservati si potrebbe costruire anche più di una croce). Quello che mi affascina è la storia di questo legno, che collega il mondo ebraico e il mondo cristiano, inserendo protagonisti del Vecchio Testamento, del Nuovo, e dei nostri libri di storia. E quel che più mi affascina è il ciclo pittorico che Piero della Francesca ha affrescato. Ci tengo a precisare che non è l’unico ciclo che racconta questa storia, ma è sicuramente il più nome e il mio preferito.

In particolare Piero della Francesco ha composto dieci scene:

  • La morte di Adamo
  • La regina di Saba si inginocchia davanti al legno della croce
  • L’incontro tra il re Salomone e la regina di Saba
  • Il sollevamento del legno della croce
  • L’Annunciazione (episodio non narrato nella storia ma alla base della salvezza che questa storia serve in fondo a raccontare)
  • Il sogno di Costantino
  • La vittoria di Costantino su Massenzio
  • Tortura dell’ebreo Giuda (che rifiutava di aiutare Sant’Elena a ritrovare la croce)
  • Ritrovamento e prova della vera Croce
  • Disfatta e capitolazione di Cosroe (nel 614 i persiani saccheggiando Gerusalemme si impossessano della Croce, solo dopo la sconfitta di Cosroe II la Croce è recuperata e riportata a Gerusalemme)
  • Ritorno a Gerusalemme

Buona visita, fatemi sapere se la cappella vi è piaciuta.

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